Ciao a tutti, amici aspiranti giuristi e curiosi del mondo legale! Quanti di voi hanno sognato di indossare la toga e difendere la giustizia? È un percorso affascinante, pieno di prestigio, ma diciamocelo, anche parecchio impegnativo.
In Italia, diventare avvocato è una vera e propria maratona, che tra laurea, praticantato e il temutissimo Esame di Stato, richiede anni di dedizione e sacrifici.
Con le continue evoluzioni normative e le discussioni sulle riforme, sembra quasi che la strada sia in costante mutamento, rendendo ancora più difficile orientarsi.
Ma non preoccupatevi, sono qui per far luce su questo labirinto. Andiamo a scoprire insieme tutte le ultime novità e i segreti per affrontare al meglio questa avventura!
Il Percorso Accademico: Oltre la Laurea, Verso la Professione

Il viaggio per diventare avvocato in Italia inizia, come ben sapete, con la laurea in Giurisprudenza. Ma non pensiate che sia una passeggiata, tutt’altro!
Cinque anni intensi, a volte massacri, tra codici, dottrina e giurisprudenza, che mettono a dura prova la nostra determinazione. Ricordo ancora le nottate passate sui manuali di procedura civile, con il caffè che diventava il mio migliore amico.
Non è solo questione di memorizzare articoli, ma di sviluppare un pensiero critico, una capacità di analisi che vi sarà indispensabile in ogni fase della vostra carriera.
Le università italiane, poi, offrono percorsi diversi, alcune più teoriche, altre più orientate alla pratica, ed è fondamentale scegliere quella che sentite più affine alla vostra indole.
Un buon punteggio di laurea, certo, aiuta, ma credetemi, la vera differenza la faranno le competenze che riuscirete a sviluppare al di fuori dei libri, quelle “soft skill” che spesso vengono sottovalutate ma che valgono oro nel mondo professionale.
Parlo di public speaking, capacità di negoziazioni, e persino una buona dose di intelligenza emotiva.
Scegliere l’Università Giusta: Non Solo Titoli
Quando ero al bivio della scelta, mi sentivo persa. Tante facoltà, tante promesse. Quello che posso dirvi, con il senno di poi, è che non si tratta solo del blasone dell’ateneo, ma di trovare un ambiente che stimoli la vostra curiosità e vi offra concrete opportunità.
Alcune università hanno cliniche legali, simulazioni processuali, accordi con studi legali per stage formativi già durante gli studi. Cercate quelle realtà che non vi lascino solo con un pezzo di carta in mano, ma che vi diano gli strumenti per affrontare il mondo reale.
Personalmente, ho trovato molto utile seguire i seminari e i corsi opzionali che mi permettevano di approfondire argomenti specifici che mi appassionavano, come il diritto digitale, un settore in continua espansione che oggi offre tantissime opportunità.
Non abbiate paura di uscire dai binari “tradizionali” del diritto civile e penale.
L’Importanza dei Fondamentali e delle Competenze Trasversali
Nonostante l’attrattiva delle nuove branche del diritto, non dobbiamo mai dimenticare l’importanza di avere una solida base nei fondamentali. Diritto costituzionale, privato, penale, amministrativo: sono le fondamenta su cui costruirete tutto il vostro sapere.
Però, permettetemi di darvi un consiglio spassionato: non trascurate mai lo sviluppo delle vostre “soft skill”. Saper comunicare efficacemente, lavorare in team, risolvere problemi in modo creativo e gestire lo stress sono abilità che vi renderanno avvocati migliori e, più in generale, professionisti di successo.
Ho visto colleghi con voti altissimi in difficoltà nel relazionarsi con un cliente o nel sostenere un’arringa convincente. È un aspetto che le università dovrebbero curare di più, ma che noi, da soli, dobbiamo imparare a coltivare.
Frequentate corsi di public speaking, partecipate a moot court, e non abbiate timore di mettervi in gioco. Vi assicuro che farà la differenza.
Il Praticantato Forense: Tra Teoria e Realta’ di Studio
Archiviata la festa di laurea, si apre il capitolo del praticantato, una fase che definirei cruciale e, a tratti, illuminante. Dimenticatevi i libri e le aule: qui si entra nel vivo della professione, si toccano con mano i dossier, si assiste alle udienze, si imparano i veri “trucchi del mestiere”.
Io stessa ricordo le prime settimane in studio, un misto di entusiasmo e panico. C’era il timore di sbagliare, di fare la figura della novellina impacciata, ma al tempo stesso una curiosità incredibile di imparare tutto.
Il praticantato, che dura 18 mesi, è il ponte che vi collega la teoria imparata sui banchi all’applicazione pratica del diritto. È il momento in cui si inizia a capire davvero cosa significa essere un avvocato, con le sue responsabilità, le sue sfide e le sue gratificazioni.
Si impara a redigere atti, a fare ricerche giurisprudenziali efficaci, a interagire con i clienti e a gestire le scadenze. È faticoso, non lo nego, ma è anche incredibilmente formativo se lo si affronta con la giusta mentalità.
Non cercate solo lo studio blasonato, ma un ambiente dove possiate imparare davvero, dove vi vengano assegnate responsabilità e dove i vostri “maestri” siano disposti a dedicarvi tempo ed energia.
Trovare lo Studio Giusto: Un Investimento per il Futuro
La scelta dello studio legale per il praticantato è un po’ come scegliere un abito su misura: deve calzarvi a pennello. Non guardate solo al nome altisonante, ma cercate un ambiente che vi offra un percorso di crescita, dove possiate essere coinvolti attivamente e non relegati a fotocopiare carte.
Ho amici che hanno iniziato in studi enormi e si sono sentiti un numero, altri in realtà più piccole dove hanno avuto l’opportunità di seguire casi complessi sin da subito.
La cosa importante è che il “maestro” sia una persona disponibile, che vi insegni non solo le regole del gioco, ma anche l’etica professionale e il modo di relazionarvi con i colleghi e i clienti.
Fate colloqui, informatevi, parlate con chi ha già fatto praticantato. Per me, la chiave è stata trovare uno studio dove potessi toccare con mano diversi ambiti del diritto, dal civile al penale, per capire davvero cosa mi piacesse di più.
Ricordo ancora l’emozione della prima udienza, seduta in fondo all’aula, ad osservare il mio avvocato difensore. È lì che ho capito che stavo facendo la scelta giusta.
Dall’Aula al Tribunale: Lezioni non Scritte
Il praticantato non è solo ore in studio a consultare codici o a redigere pareri. Gran parte della formazione avviene in tribunale, assistendo alle udienze, osservando il comportamento dei giudici e degli avvocati.
È lì che si colgono le sfumature, le strategie processuali, l’arte della retorica. Le prime volte mi sentivo un pesce fuor d’acqua, ma piano piano ho iniziato a capire i meccanismi.
È fondamentale prendere appunti, chiedere spiegazioni al proprio dominus, non avere paura di fare domande, anche quelle che sembrano banali. Un aspetto che ho apprezzato tantissimo è stato l’opportunità di confrontarmi con altri praticanti.
Scambiare esperienze, consigli, e a volte anche sfogarsi, è stato un vero toccasana. Il confronto con i pari è un valore aggiunto che spesso si sottovaluta.
Non isolatevi, ma create la vostra rete di contatti, perché il mondo legale è fatto anche di relazioni.
| Fase | Descrizione | Durata indicativa | Requisiti principali |
|---|---|---|---|
| Laurea in Giurisprudenza | Corso di studi universitari quinquennale a ciclo unico. | 5 anni | Diploma di scuola superiore |
| Praticantato Forense | Formazione pratica presso uno studio legale abilitato. | 18 mesi | Laurea in Giurisprudenza |
| Corso di preparazione all’Esame | Facoltativo, ma fortemente consigliato per approfondire e ripassare. | 6-12 mesi | Praticantato in corso o concluso |
| Esame di Stato per Avvocato | Prova scritta e orale per l’abilitazione alla professione. | Variabile (spesso annuale) | Laurea e praticantato concluso |
| Iscrizione all’Albo | Registrazione presso l’Ordine degli Avvocati di competenza. | Immediata post-esame | Superamento Esame di Stato |
L’Esame di Stato per Avvocato: La Sfida Finale che ti Aspetta
Ah, l’Esame di Stato! Solo a nominarlo mi vengono ancora i brividi. È il vero rito di passaggio, lo scoglio più grande da superare prima di poter finalmente fregiarsi del titolo di avvocato.
Ricordo le notti insonni, i chili di caffè, la sensazione che il cervello stesse per esplodere per quante informazioni dovevo assimilare. Non è un esame facile, e non deve esserlo.
Richiede una preparazione certosina, non solo teorica, ma anche e soprattutto pratica. Le prove scritte, con i pareri e l’atto giudiziario, mettono alla prova la vostra capacità di analizzare un caso, individuare le norme applicabili e redigere un testo giuridico coerente e persuasivo.
Non è solo questione di “sapere”, ma di “saper fare”. E poi c’è l’orale, dove la capacità di esposizione, la prontezza di riflessi e la solidità della vostra preparazione vengono scandagliate a fondo.
La percentuale di superamento non è sempre rassicurante, e questo, ve lo confesso, a volte mi gettava nello sconforto. Ma proprio in quei momenti è fondamentale trovare la forza di non mollare, di credere nelle proprie capacità e di continuare a studiare con metodo e determinazione.
Strategie di Studio e Preparazione Efficace
La preparazione all’Esame di Stato è una vera e propria maratona, non uno sprint. È fondamentale iniziare per tempo, con un programma di studio ben definito e, se possibile, frequentando un buon corso di preparazione.
Io, personalmente, ho trovato un corso intensivo che mi ha aiutato a sistematizzare le conoscenze e a simulare le prove d’esame. È lì che ho imparato l’importanza di gestire il tempo, di strutturare correttamente un parere e di individuare i punti chiave di una traccia.
Non limitatevi a leggere, ma scrivete, scrivete e riscrivete. Fate simulazioni cronometrate, correggete gli errori e confrontatevi con i colleghi. Ogni parere, ogni atto redatto è un allenamento prezioso.
E non dimenticate di curare anche l’aspetto psicologico: lo stress è un nemico insidioso. Trovate il vostro modo per scaricare la tensione, che sia una passeggiata, della musica o una chiacchierata con un amico.
Il Giorno delle Prove: Gestire l’Ansia e Concentrarsi
Il giorno dell’esame è un turbinio di emozioni. Ricordo la pancia stretta dall’ansia, ma anche una strana lucidità. La cosa più importante è mantenere la calma, leggere attentamente le tracce e non farsi prendere dal panico.
Non abbiate fretta di iniziare a scrivere; dedicate il giusto tempo alla fase di analisi e di schematizzazione. Costruite una scaletta mentale o su un foglio di brutta, identificate le questioni giuridiche, le norme pertinenti e la giurisprudenza rilevante.
Solo dopo, iniziate a scrivere, cercando di essere chiari, concisi e persuasivi. Per l’orale, preparatevi a domande a 360 gradi sui vari rami del diritto.
Non imparate a memoria, ma cercate di capire i concetti e di saperli esporre con logica e coerenza. Il segreto è dimostrare non solo di “sapere”, ma di “aver capito”.
E, naturalmente, un po’ di fortuna non guasta mai!
Riforme e Futuro della Professione: Navigare nelle Acque del Cambiamento
Il mondo legale è in costante evoluzione, e la professione di avvocato non fa eccezione. Negli ultimi anni abbiamo assistito a dibattiti accesi sulle riforme della giustizia, sulle nuove tecnologie che stanno impattando il settore e sulle sfide poste da un mercato del lavoro sempre più globalizzato e competitivo.
Non possiamo permetterci di restare immobili, aggrappati a schemi del passato. Dobbiamo essere avvocati “smart”, capaci di adattarci, di imparare continuamente e di anticipare i cambiamenti.
Le discussioni sul futuro dell’esame di Stato, l’introduzione dell’avvocato specialista, la digitalizzazione dei processi: sono tutti aspetti che stanno ridisegnando il nostro mestiere.
Personalmente, trovo queste evoluzioni affascinanti, anche se a volte un po’ destabilizzanti. È un po’ come essere su una barca a vela in mare aperto: bisogna sapersi muovere con il vento, altrimenti si rischia di affondare.
Le Nuove Sfide del Mercato Legale: Digitalizzazione e Globalizzazione
La digitalizzazione ha già trasformato radicalmente il nostro modo di lavorare. Pensiamo al processo telematico, alle udienze da remoto, all’uso dell’intelligenza artificiale per le ricerche giuridiche.
Chi non si adatta a questi strumenti rischia di rimanere indietro. Ma non è solo una questione di tecnologia: il mercato è sempre più globale. I clienti hanno esigenze internazionali, e noi dobbiamo essere pronti a offrire consulenza che vada oltre i confini nazionali, magari anche con un’ottima padronanza dell’inglese giuridico.
Questo apre opportunità immense, ma richiede anche un aggiornamento costante e la volontà di aprirsi a nuove prospettive. Ho iniziato a seguire corsi online sul diritto delle nuove tecnologie e sulla cyber security, e devo dire che mi hanno aperto un mondo.
Sono settori in cui la richiesta di professionisti qualificati è in costante crescita.
L’Avvocato Specialista: Un Futuro più Mirato?

Si parla da tempo dell’introduzione dell’avvocato specialista, una figura che dovrebbe garantire una maggiore competenza in settori specifici del diritto.
L’idea è quella di andare oltre l’avvocato “tuttologo”, per offrire ai clienti un servizio più mirato e di alta qualità. Se da un lato questa prospettiva può sembrare un po’ limitante, costringendoci a scegliere un ambito preciso, dall’altro la vedo come un’opportunità enorme per distinguersi e costruire una reputazione solida in un settore di nicchia.
Personalmente, ho scelto di approfondire il diritto civile, con una particolare attenzione al diritto di famiglia e minorile, un campo che mi appassiona profondamente per le sue implicazioni umane e sociali.
Non abbiate paura di specializzarvi, di diventare veri esperti in qualcosa, perché è lì che risiede il valore aggiunto della vostra consulenza.
Le Specializzazioni e Opportunita’ Alternative: Non Solo Aula di Tribunale
Essere avvocato non significa per forza passare tutta la vita in tribunale, ve lo assicuro! Ci sono tantissime altre strade, altrettanto stimolanti e gratificanti, che un laureato in giurisprudenza può intraprendere.
Ho visto molti colleghi, magari dopo qualche anno di pratica forense, scegliere percorsi diversi, e con grande successo. Il mondo del diritto è vastissimo e le opportunità sono davvero tante, a patto di avere la mente aperta e la voglia di esplorare.
Dal consulente legale in azienda al funzionario pubblico, dall’esperto in compliance al mediatore, le possibilità sono infinite. L’importante è capire quali sono le proprie passioni, le proprie inclinazioni, e non avere paura di deviare dal percorso “tradizionale” se si sente che è la scelta giusta per sé.
Io stessa, nel mio percorso, ho avuto un periodo di riflessione in cui mi chiedevo se la toga fosse davvero la mia unica strada. E ho scoperto che, no, non lo era.
Dalla Consulenza Legale in Azienda ai Ruoli Istituzionali
Una delle carriere alternative più gettonate è quella del giurista d’impresa. Lavorare all’interno di un’azienda significa occuparsi di diritto societario, contrattuale, del lavoro, e tante altre questioni legali che sorgono nella vita quotidiana di un’impresa.
È un ruolo strategico, che richiede non solo conoscenze giuridiche ma anche una buona comprensione del business. Un’altra strada affascinante è quella dei ruoli nelle istituzioni pubbliche, come funzionario presso ministeri, agenzie, o enti locali.
O ancora, la carriera diplomatica, per chi ha una spiccata propensione per le relazioni internazionali. Sono percorsi che offrono stabilità e la possibilità di contribuire al bene comune, aspetti che per molti sono prioritari.
Ricordo un mio ex collega che, dopo qualche anno in uno studio legale, è passato a lavorare per un’importante azienda nel settore della moda, e ora si occupa di contrattualistica internazionale.
È felicissimo della sua scelta!
Mediazione, Arbitrato e il Mondo delle Nuove Professioni Legali
Negli ultimi anni, figure come il mediatore e l’arbitro hanno acquisito un’importanza crescente nel sistema di risoluzione alternativa delle controversie (ADR).
Questi professionisti aiutano le parti a trovare una soluzione amichevole alle loro liti, evitando i lunghi e costosi tempi di un processo. È un ruolo che richiede grandi capacità di negoziazione, empatia e una profonda conoscenza del diritto.
E poi ci sono tutte le “nuove professioni legali” che stanno emergendo, legate al mondo del digitale, della privacy, della cyber security. Pensiamo al DPO (Data Protection Officer), una figura sempre più richiesta dalle aziende per la gestione dei dati personali.
Sono settori in cui la domanda supera l’offerta e dove un laureato in giurisprudenza, con la giusta specializzazione, può davvero fare la differenza. Non abbiate paura di specializzarvi in questi ambiti emergenti, perché il futuro è già qui.
Consigli Sinceri dalla Trincea: La Mia Esperienza Personale e I Trucchi del Mestiere
Essere un avvocato è una professione meravigliosa, ma anche estremamente impegnativa. E ve lo dico io che ci sono in mezzo da un bel po’ di anni! Ho visto colleghi brillanti mollare perché non avevano la giusta resilienza, e altri magari meno “geniali” ma con una determinazione incrollabile raggiungere traguardi impensabili.
Quello che ho imparato sulla mia pelle è che la passione è il motore di tutto, ma non basta. Servono disciplina, spirito di sacrificio e una buona dose di umiltà.
Non si smette mai di imparare, non si è mai “arrivati”. Ogni caso è una nuova sfida, ogni cliente un mondo a sé. E poi, diciamocelo, ci sono momenti di frustrazione, di notti passate insonni per una scadenza, di sconfitte inaspettate.
Ma sono proprio queste esperienze che ci fanno crescere, che ci rendono avvocati migliori e, più in generale, persone più forti.
L’Importanza della Resilienza e della Formazione Continua
La resilienza, nel nostro mestiere, è tutto. Ci saranno momenti in cui vi sembrerà di non farcela, in cui sarete tentati di mollare. È lì che dovete attingere alle vostre risorse interiori, alla vostra forza di volontà.
Non prendete le sconfitte sul personale, ma imparate da esse. Analizzate cosa non ha funzionato, cosa avreste potuto fare diversamente, e ripartite con più determinazione.
E non smettete mai di studiare. Il diritto non è statico, le leggi cambiano, la giurisprudenza si evolve. La formazione continua non è un optional, ma una necessità assoluta.
Leggete le riviste giuridiche, partecipate a convegni, seguite corsi di aggiornamento. Investire nella vostra crescita professionale è l’investimento migliore che possiate fare per il vostro futuro.
Io, personalmente, dedico ogni settimana alcune ore all’aggiornamento, perché so che è l’unico modo per rimanere al passo.
Creare la Propria Rete e Trovare il Proprio Stile
Nel mondo legale, le relazioni contano, e contano tanto. Costruire una buona rete di contatti, fatta di colleghi, professori, ma anche di professionisti di altri settori, può aprirvi porte inaspettate.
Partecipate a eventi, conferenze, anche semplici aperitivi di settore. Non si tratta solo di “fare pubbliche relazioni”, ma di creare legami genuini, di scambiare idee e di trovare spunti per la vostra crescita.
E poi, trovate il vostro stile. Ogni avvocato è diverso, ha il suo modo di approcciare i clienti, di discutere un caso, di redigere un atto. Non cercate di imitare nessuno, ma prendete spunto dai migliori e poi sviluppate la vostra personalità professionale.
Per me, la chiave è sempre stata l’empatia con il cliente, la capacità di mettermi nei suoi panni e di spiegargli le cose in modo semplice e chiaro. Questo mi ha permesso di costruire rapporti di fiducia solidi e duraturi.
Ricordate, non siete solo tecnici del diritto, ma anche consulenti, confidenti, a volte quasi psicologi.
글을 마치며
Questo viaggio nel mondo legale, come avete visto, è un percorso lungo e impegnativo, ma anche incredibilmente ricco di soddisfazioni. Spero di avervi fornito qualche spunto utile e, soprattutto, di avervi trasmesso la mia passione per questa professione che, pur con tutte le sue sfide, resta un pilastro fondamentale della nostra società. Ricordate, ogni passo, dalla scelta dell’università al superamento dell’Esame di Stato, è un mattone che costruisce il vostro futuro. Non abbiate paura di affrontare gli ostacoli, perché è proprio superandoli che si cresce e si diventa professionisti migliori. Spero che la mia esperienza vi sia di ispirazione e vi incoraggi a perseguire i vostri sogni con determinazione.
알아두면 쓸모 있는 정보
1. L’importanza del Networking e delle Relazioni Umane: Nel mondo legale italiano, il detto “chi trova un amico trova un tesoro” è particolarmente vero. Costruire una solida rete di contatti, sin dai tempi dell’università e, ancor più, durante il praticantato, è cruciale. Non parlo solo di semplici conoscenze, ma di relazioni autentiche con colleghi, professori, e professionisti di settori affini. Partecipare a convegni, seminari, eventi di formazione e anche a semplici aperitivi di settore può aprirvi porte inaspettate, fornirvi preziosi consigli, e magari anche future opportunità lavorative. Ricordo le prime volte che mi sono trovata a un evento, ero un po’ intimidita, ma poi ho scoperto quanto fosse arricchente scambiare idee e confrontarsi con persone con percorsi diversi dal mio. È anche attraverso il networking che si scoprono nuove prospettive e si capisce come si sta muovendo il mercato. Non sottovalutate mai il potere di un buon caffè con un collega più esperto! È un investimento di tempo che può ripagare immensamente.
2. Pianificazione Economica e Investimento nella Propria Formazione: Diventare avvocato in Italia è, purtroppo, anche un percorso che richiede un certo investimento economico. Dalle tasse universitarie, ai costi dei manuali, ai corsi di preparazione per l’Esame di Stato (che possono essere salati, ve lo garantisco!), fino ai primi anni di praticantato in cui spesso l’indennità è simbolica o assente. È fondamentale avere una pianificazione economica chiara e, se possibile, un supporto familiare o delle risorse personali per affrontare serenamente questo periodo. Molti miei colleghi hanno lavorato part-time durante l’università o il praticantato per mantenersi. Considerate ogni spesa per la vostra formazione come un investimento sul lungo termine, un mattone per la vostra futura carriera. Non lesinate sulla qualità dei corsi o dei materiali di studio, perché una buona preparazione è la vostra migliore garanzia per il successo. Anche le quote di iscrizione all’albo e le assicurazioni professionali, una volta abilitati, sono costi da mettere in conto.
3. La Gestione dello Stress e il Benessere Psicofisico: Il percorso legale è notoriamente stressante, e non lo dico per scoraggiarvi, ma per prepararvi. Le scadenze, la mole di studio, la pressione dell’Esame di Stato, le responsabilità verso i clienti: tutto può pesare parecchio sulla salute psicofisica. Ho imparato sulla mia pelle quanto sia importante prendersi cura di sé stessi. Non sacrificate il sonno, l’alimentazione sana e l’attività fisica. Trovate delle valvole di sfogo, che sia uno sport, un hobby, o semplicemente passare del tempo di qualità con amici e famiglia. Ignorare i segnali di stress può portare a un burnout, e nessuno vuole arrivare a quel punto. Ricordo un periodo in cui ero così immersa nello studio che mi sono dimenticata di vivere. Poi ho capito che per essere un avvocato lucido e performante, dovevo essere prima di tutto una persona equilibrata. Non abbiate paura di chiedere aiuto, a un amico o a un professionista, se sentite di non farcela da soli. Il benessere è la base di ogni successo.
4. Sfruttare la Tecnologia e i Social Media per la Professione: Siamo nell’era digitale, e anche la professione legale deve farne tesoro. Non parliamo solo di processo telematico, che ormai è la norma, ma di come la tecnologia e i social media possano essere strumenti potentissimi per la vostra crescita professionale e per il vostro studio. Creare un profilo LinkedIn curato, un blog (come il mio!) dove condividere le vostre conoscenze, o anche un semplice sito web per il vostro studio, può fare una differenza enorme. Questo non solo vi permette di dimostrare la vostra expertise (pensate all’EEAT!), ma anche di raggiungere un pubblico più vasto e di attrarre nuovi clienti. Molti avvocati, soprattutto i più giovani, stanno sfruttando piattaforme come Instagram o TikTok per divulgare informazioni legali in modo accessibile. Non abbiate paura di sperimentare e di essere “presenti” online, sempre con professionalità e nel rispetto delle norme deontologiche. Io stessa ho visto il mio blog crescere grazie a una strategia digitale ben pensata.
5. L’importanza delle Lingue Straniere e delle Esperienze Internazionali: In un mondo sempre più globalizzato, la conoscenza delle lingue straniere, in particolare l’inglese giuridico, è diventata un vero e proprio “must” per l’avvocato moderno. Molti clienti hanno interessi internazionali, e poterli assistere anche in inglese, magari comprendendo le sfumature del diritto anglosassone, è un enorme vantaggio competitivo. Pensate a quanto un Erasmus o un periodo di studio/lavoro all’estero possa arricchire il vostro bagaglio culturale e professionale. Non solo perfezionerete una lingua, ma acquisirete una mentalità più aperta e globale, capacità di adattamento e una prospettiva diversa sulle questioni legali. Ho visto opportunità incredibili nascere proprio grazie a colleghi che parlavano fluentemente più lingue. Non limitatevi ai confini italiani; il diritto, oggi più che mai, è senza confini e l’Italia è parte integrante di un contesto europeo e globale. Investite in corsi di lingua e, se potete, in esperienze oltrefrontiera.
Importante da Ricordare
Il cammino per diventare avvocato è un vero e proprio impegno a 360 gradi che richiede dedizione, lungimiranza e adattabilità. Ricordate di costruire solide relazioni, pianificare attentamente le vostre risorse economiche e di non sottovalutare mai l’importanza del benessere personale. Sfruttate le opportunità offerte dalla tecnologia e considerate l’apertura a specializzazioni emergenti o a ruoli alternativi alla classica aula di tribunale. La formazione continua e la resilienza saranno i vostri migliori alleati in questa entusiasmante, ma a volte ardua, avventura professionale.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Allora, quanto tempo ci vuole davvero per diventare avvocato qui in Italia? È una strada lunghissima o c’è speranza di farcela in tempi “ragionevoli”?
R: Ah, la domanda da un milione di euro! Diciamocelo, non è una passeggiata, ma con impegno e dedizione si può fare. Il percorso inizia con la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, che dura ben 5 anni.
Dopo la laurea, il passo successivo è il praticantato forense, che ha una durata di 18 mesi. Durante questo periodo, si impara davvero il mestiere sul campo, affiancando un avvocato con almeno 5 anni di esperienza e partecipando a udienze e alla redazione di atti.
E non è finita qui, perché dal 2022 sono diventati obbligatori anche dei corsi di formazione professionalizzanti, per un totale di almeno 160 ore, da frequentare durante il praticantato.
Solo dopo aver completato il praticantato si può accedere all’Esame di Stato per l’abilitazione. Quindi, mettendo tutto insieme, si parla di un impegno che va dai 6 ai 7 anni almeno.
Un percorso significativo, vero? Ma che, fidatevi, ripaga chi ci crede davvero!
D: L’Esame di Stato per avvocato è una specie di leggenda metropolitana per la sua difficoltà. È vero che è così spaventoso, e ci sono state riforme recenti che lo hanno reso più “umano”?
R: Sento il vostro timore, ed è assolutamente fondato! L’Esame di Stato è da sempre considerato uno dei più complessi e selettivi d’Europa, con percentuali di successo che in passato si aggiravano attorno al 20% dei candidati a livello nazionale per l’abilitazione finale.
Però, ci sono buone notizie per chi si appresta ad affrontarlo! Il Decreto Milleproroghe 2025 (convertito in Legge 15/2025) ha introdotto importanti modifiche e proroghe al regime transitorio, che si applicheranno anche per la sessione 2025/2026.
In pratica, l’esame continuerà a svolgersi con una prova scritta singola, consistente nella redazione di un atto giudiziario (a scelta tra civile, penale o amministrativo).
La vera svolta, però, è l’eliminazione del punteggio minimo complessivo di 105 punti per l’accesso alla prova orale, portandolo a 90 punti! Questo è stato un cambiamento fortemente voluto dall’Associazione Italiana dei Giovani Avvocati (AIGA) per renderlo più equo.
L’orale, poi, si articola in tre fasi: risoluzione di un caso pratico, brevi quesiti su tre materie (una di diritto processuale obbligatoria) e verifica della conoscenza dell’ordinamento forense.
Un bel respiro di sollievo, no? Sembra che il legislatore abbia finalmente ascoltato le nostre richieste!
D: Durante il praticantato, posso anche lavorare per mantenermi o è un impegno a tempo pieno che non lascia spazio ad altro?
R: Ottima domanda! So bene che il praticantato, pur essendo fondamentale, può essere un periodo economicamente sfidante. Fino a qualche anno fa era un po’ un tabù, ma le cose sono cambiate!
Il Decreto n. 70 del Ministero della Giustizia ha finalmente legittimato lo svolgimento di un lavoro subordinato, sia pubblico che privato, durante il praticantato.
Questo significa che, sì, è possibile lavorare e contemporaneamente svolgere la pratica forense! L’unica condizione, ed è una condizione di buon senso, è che l’attività lavorativa non ostacoli in alcun modo il tirocinio.
Quindi, se l’impiego non interferisce con le ore dedicate allo studio legale, con la frequenza dei corsi obbligatori o con la partecipazione alle udienze (ricordate, almeno 20 udienze a semestre!), allora potete assolutamente conciliare le due cose.
È una grande opportunità per molti di noi, perché permette di affrontare questo periodo cruciale con un po’ più di serenità economica. Ho visto tanti colleghi fare veri e propri salti mortali, e sapere che ora c’è una maggiore flessibilità è un enorme vantaggio per tutti gli aspiranti avvocati!






